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Abito un pianeta doloroso, trasparente, come di ghiaccio, ma che non nasconde niente

 

Frida di Sébastien Perez e Benjamin Lacombe

In quasi tutte le schede che presentano questo bellissimo libro su Frida Kahlo viene precisato che si tratta di un’opera per ragazzi a partire dai sette anni di età. E’, a mio avviso, una indicazione fuorviante. E’ pur vero che non viene precisato qual è l’età massima per poter godere al meglio di questo volume – quindi, va bene anche per un centenario – ma, comunque, lo si colloca nella categorie delle opere “per ragazzi”. Forse, i recensori si fono fatti ingannare dalla circostanza che si tratta di un libro con le “figure” e che l’autore, Benjamin Lacombe, ha prodotto molti volumi dedicati ad un pubblico giovanile. Ma, nel caso di Frida, credo che il target giusto sia proprio quello degli adulti o, almeno, di ragazzi “accompagnati”. Naturalmente, si immagina una fruizione (brutta parola) che passa attraverso alle sfumature dolorose che hanno caratterizzato la vita dell’artista messicana.
Ad ogni modo, è un libro illustrato, molto bene illustrato in verità, e chi ha apprezzato altre opere di Lacombe sa bene quale ricchezza di forme, di colori e di suggestioni questo autore riesca a far convogliare sulla tavola disegnata. Quindi, se così posso esprimermi, il godimento è assicurato. Per tutti.

Ma poi, in sottofondo, c’è la vita di Frida e i nove capitoli in cui è stata divisa in questo libro: l’incidente, la medicina, la terra, la fauna, l’amore, la morte, la maternità, la colonna spezzata, la posterità. Nove, appunto, numero magico e propiziatorio per i Maya, e non tutti facilmente digeribili…
Si snoda così, per brevi flash illuminanti, una intera vita trascorsa all’insegna della sofferenza e di brevi, struggenti momenti di felicità. Dall’incidente che, se non l’ha uccisa, ne ha condizionato pesantemente l’esistenza, all’amore così perturbante per Diego Rivera; dal desiderio insaziato di maternità, al rapporto con la terra che lei, Frida, non percorre ma sorvola.
I disegni di Lacombe, che potrebbero essere stati direttamente creati da Frida Kahlo, sono un trionfo di colori, di fiori, di suggestioni caraibiche, ma sono anche un’esposizione di corpi, di viscere, di cuori palpitanti, di animali trafitti.
Frida, come ha sottolineato lo stesso Lacombe, rappresenta la forza, la passione, il coraggio ed è un punto di riferimento per tutti coloro che si trovano in difficoltà, una donna che, al di là di tutto, amava immensamente e incessantemente la vita.

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