Rendere irresolubile un enigma: ecco in cosa consiste scrivere un romanzo

Il punto cieco di Javier Cercas

Ecco un eccellente saggio di Javier Cercas sui meccanismi che governano il romanzo e che raccoglie le lezioni tenute dallo scrittore a Oxford, nel 2014, nell’ambito di un incarico in Comparative Literature, incarico molto prestigioso, già precedentemente conferito ad autori del calibro di Umberto Eco, Amos Oz, Mario Vargas Llosa, giusto per citarne qualcuno.

Come racconta lo stesso Cercas nella prefazione, l’incarico fu quanto mai gratificante e gli fornì l’occasione per sistematizzare le sue riflessioni sul romanzo, in particolare per affrontare la questione di quello che lui definisce “il punto cieco”. Ma cos’è il punto cieco? La risposta è semplice e complessa allo stesso tempo: accade che vi siano dei romanzi nei quali vi sia un punto attraverso il quale non si vede nulla; che vi si formuli una domanda alla quale non vi sia risposta o, meglio, che la risposta sia che non esista una risposta; che la risposta non è altro che la domanda stessa e, alla fine ed in estrema sintesi, lo stesso libro.

Cercas prende le mosse proprio da quello che va considerato come il primo esempio di romanzo moderno, Il <i>Chisciotte</i> di Cervantes e ci fa notare come si tratti proprio di un romanzo del punto cieco: Chisciotte è un pazzo o no? Ebbene, a questa domanda, anche dopo una lettura la più approfondita del libro, non c’è risposta. Ma Cercas spazia ancora oltre ed esamina altri due romanzi altrettanto noti: <i>Moby Dick</i> e <i>Il processo</i>, entrambi caratterizzati dal porre domande senza risposta. La balena bianca è un’allegoria del Male o del Bene? E Joseph K. è davvero innocente o non ha forse qualche colpa che noi non conosciamo?

L’esame dei tre romanzi appena citati non esaurisce, tuttavia, l’ampio argomentare di Cercas. Altri autori verranno ampiamente citati ed analizzati – Conrad, James, Tomasi di Lampedusa, per citarne solo alcuni –  ed è un viaggio affascinante in tre secoli di letteratura quello in cui lo scrittore catalano ci guida, con grande abilità e capacità di coinvolgimento.

Naturalmente, compare presto in gioco il ruolo del lettore, importante non meno dell’autore ed al quale deve essere lasciato uno spazio di ambiguità, il punto cieco, che susciti nuove e coraggiose interpretazioni,  quelle che, alla fine, “completano” e danno un segno al romanzo.

Non  vorrei dimenticare qui l’ultimo capitolo del libro che è tutto dedicato alla figura dell’intellettuale. Non si può partire che da Sartre, naturalmente, ma anche passando per Barth o lo stesso Vargas Llosa, fino a David Foster Wallace, senza dimenticare Camus e Borges.   Un ampio <i>excursus</i> che ci fornisce nuove chiavi interpretative sul romanzo nell’epoca del postmodernismo.

Insomma, un saggio splendido che ogni lettore “avvertito” dovrebbe leggere e approfondire. Anche per meglio recuperare ed esercitare un ruolo di compartecipazione nella creazione letteraria.

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