Una figura femminile che non si dimentica facilmente

La comparsa, di Abraham B. Yehoshua

“E allora, l’ha finito l’ultimo libro di Abraham Yehoshua, La comparsa?”

“Si, l’ho finito proprio l’altro giorno. Ma perché me lo chiede?”

“In verità ero molto curiosa della sua opinione. Ma è davvero un libro para-misogino come ho sentito dire? Davvero Yehoshua sostiene la tesi secondo la quale una donna senza figli vale meno di una con figli; che è solo la maternità a dare compiutezza alla figura femminile?”

“Beh – dico io –  qui il discorso si fa complesso. Forse lei semplifica un po’, anche se, sotto sotto…”

E qui la smetto di riportare il breve dialogo intercorso tra me e la signorina della libreria dove abitualmente faccio acquisti e cerco di affrontare la questione seriamente.

Cominciando dalla donna che è la protagonista del romanzo, Noga, che in ebraico significa Venere. Noga è un’arpista, suona in una orchestra sinfonica olandese – ha lasciato da tempo Israele per vivere in Olanda – ed ha lasciato a Tel Aviv anche un marito che sicuramente l’amava ma che non ha sopportato la sua decisione, irremovibile, di non avere figli.

Ora Noga, per motivi familiari, si prende tre mesi di ferie  dall’orchestra e viene a vivere a Gerusalemme, per consentire alla madre vedova di decidere del proprio futuro: in una elegante casa di riposo a Tel Aviv o a Gerusalemme, nella vecchia casa di famiglia.

Il ritorno a casa, anche se temporaneo, fa uno strano effetto a Noga che, intanto, nota con una punta di costernazione quanto, in sua assenza, siano cresciuti gli “uomini in nero”, gli ultraortodossi, che ora sono quasi gli unici abitanti del suo vecchio quartiere. Per rompere la monotonia delle giornate, Noga accetta di fare la comparsa in alcune pubblicità e produzioni cinematografiche e liriche che, numerose, si realizzano in Israele. E’ un ruolo strano e straniante il suo e, lentamente, si fa strada in lei una domanda sottilmente angosciosa: che io sia una comparsa, quindi una persona irrilevante, anche nella mia vera vita?  E questa irrilevanza non può forse derivare dal fatto che io sia una donna senza figli? Sicuramente semplifico, ma ecco il punto dolente, quello che ha fatto dubitare delle vere intenzioni di Yehoshua.

E’ indubbiamente vero che Noga si pone, ora che è ritornata in Israele, molti interrogativi che, probabilmente, una tempo aveva liquidato con superficialità. Si rende conto che la quieta Olanda, i compagni di lavoro, l’orchestra con i suoi ritmi collaudati e rassicuranti, l’arpa quasi una estensione di sé, ebbene, tutte queste cose non le bastano più. Ma, io credo, non sarà un figlio a restituirle il senso di sé, ed anche ora che un ritorno inaspettato delle mestruazioni, che da tempo erano cessate,  lascia intendere che lei è ancora capace di generare,  non sarà certamente una eventuale gravidanza a riconciliarla con sé stessa e con il mondo.

Forse Yehoshua vuole semplicemente lasciarci intravedere una nuova percezione del ruolo femminile, in Israele come in qualsiasi altra parte del mondo. La maternità, venga o meno praticata, è una possibilità che va sempre tenuta presente, perché è una componente  imprescindibile dell’essere femminile; si potrà non darle seguito, ma non si può cancellarla come ha fatto Noga, fare finta che non ci sia.

E qui – come sempre in Yeohshua – il discorso si fa politico. Ricordate L’amante rispetto al problema degli arabi? Qui il contesto muta. Anche gli ultraortodossi, gli “uomini in nero”, con i loro cappelloni, i cernecchi con le frasi della Torah che pendono dai riccioli, ebbene, anche loro, malgrado l’integralismo, fanno parte del corpo di Israele e bisogna tenerne conto, senza far finta che non ci siano.

Anche perché – tra l’altro – non credo siano intenzionati a farsi dimenticare.

Ecco, questo, probabilmente, avrei dovuto dire alla signorina della libreria, ma non sono stato abbastanza pronto. Forse mi cancellerà dai suoi clienti preferiti, chi sa. Mi rifarò in un’altra occasione.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...