Enrique Vila-Matas a Documenta, la più importante rassegna d’arte moderna al mondo

Enrique Vila-Matas non cessa di sorprenderci e lo fa, ancora una volta, con questo suo non-reportage da Kassel dove, nel 2012, fu invitato a partecipare alla famosa esposizione di arte d’avanguardia, Documenta, egli stesso una sorta di installazione oltre che relatore ad una misteriosa conferenza senza nessuno.

Vila-Matas non è sicuro di voler accettare. Tentenna, si pone mille domande, cerca di documentarsi su Documenta per valutare se questa inattesa esperienza possa essergli di qualche aiuto per meglio definire la sua letteratura. E poi, non è sempre stato interessato all’avanguardia, egli stesso uno scrittore che, fin dagli esordi, si è sempre inserito nei filoni più innovativi dell’arte, non solo quella della scrittura, anche con importanti collaborazioni con performer internazionali?

Ma da qui a trasformarsi in un’opera d’arte vivente ce ne corre, per cui  Vila-Matas scioglie positivamente i suoi dubbi solo a pochi giorni dalla partenza. E poi, l’invito è stato così misteriosamente seducente…

Giunto a Kassel, lo scrittore catalano che divide le sue giornate in fasi alterne – l’allegria con il giorno, la cupezza e l’angoscia con il calare della sera – viene preso da una strana euforia e si immerge totalmente nell’atmosfera della cittadina dell’Assia e giungerà, perfino, a spezzare il dualismo allegrezza-angoscia. Ora, dire che questo libro è il resoconto di questa esperienza di Vila-Matas a Documenta è quanto mai riduttivo. Ma, allora, cos’è Kassel non invita alla logica?

Intanto, credo vada fatta una premessa: parlare di questo libro è pressoché impossibile. C’è troppa roba. E quel troppo che c’è rimanda ad altro, in un gioco continuo di specchi, di allusioni, di ammiccamenti.

Ci sono le opere, le installazioni, tanto per cominciare. Vila-Matas le visita, le analizza, le “vive” in qualche modo: in fondo l’arte non è semplicemente la vita? Da ognuna di esse scaturisce una suggestione, un riferimento letterario, un ricordo, un’esperienza di vita. Le emozioni sono spesso forti, ad affermare che l’arte contemporanea è assolutamente viva e vitale. E poi gli incontri, tanti incontri, nel corso dei quali lo scrittore impegna sé steso o, talvolta, un suo simulacro o avatar al quale delega funzioni “esplorative” in un contesto che, malgrado tutto, continua a suscitargli qualche perplessità.

Non mancano interrogativi sullo stato dell’Europa, della Germania, della stessa Spagna, a dimostrare che la dimensione politica è sempre presente, non disgiunta da quella storica che, per ovvii motivi, a Kassel è connaturata e intrecciata con le motivazioni di una esposizione quale è Documenta.

Quindi, anche un libro di viaggio, oltre che un diario e un romanzo. Un romanzo che – incredibile a dirsi – si legge talvolta come un thriller dall’enorme forza narrativa, che ti fa girare le pagine per vedere come va a finire.

Libro splendido, quindi. Forse non dirà la parola definitiva sul binomio vita-arte, ma gli spunti di riflessione che propone sono di enorme suggestione.

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