Storia di un uomo poliedrico

Il quadro delle meraviglie di Andrea Camilleri

Che Camilleri sia un uomo a dir poco poliedrico è cosa nota. Anche se molti lo conoscono soprattutto per la creazione del famoso commissario Montalbano – il personaggio che, più di tutti, gli ha dato la fama – sono noti i suoi trascorsi come sceneggiatore, insegnante di regia all’Accademia d’Arte Drammatica, collaboratore di numerose iniziative nel campo della musica, della radio, del teatro, del cinema.

Ora, questo bel libro pubblicato da Sellerio, <i>Il quadro delle meraviglie</i>, fa un po’ la sintesi di queste molteplici attività e ci offre una panoramica, ampia se non esaustivo, di una vita dedicata interamente all’arte della narrazione, anche se mediata dai più vari strumenti artistici e comunicativi.

Perché – questo emerge con evidente chiarezza – Camilleri è eminentemente un narratore di storie, un grande affabulatore che si serve dei più vari strumenti per raggiungere, con successo,  un pubblico sempre più ampio.

Lo ha fatto con il teatro, fin da giovane, mettendo in scena <i>piéce</i> tratte da Pirandello, un autore che – per ovvii motivi – gli è particolarmente congeniale. Né gli è mancata l’esperienza del tetro in musica e neppure quella della radio, con un sperimentazione di trasmissione “dal basso”, autogestita, quando le cosiddette “radio libere” non erano neppure immaginabili.

A proposito del teatro in musica, credo vada qui ricordato proprio il libretto dell’operina che fornisce il titolo a questa raccolta, con musiche di Franco Mannino, una gustosa pantomima in cui tre personaggi picareschi prendono per i fondelli una intera comunità che non vuole ammettere i propri dubbi natali. Infatti, si premette, solo chi è di nascita legittima potrà vedere le rappresentazioni magiche del quadro delle meraviglie, ma poiché non vi è nulla da vedere, nessuno oserà  ammetterlo e tutti si sperticheranno in mille lodi di fronte al…nulla.

Un tratto sembra accomunare queste numerose esperienze, snodatesi nel corso di una vita e così diverse l’una dall’altra: il divertimento, il piacere, il gusto di esprimersi a tutto campo.

Perché Camilleri, questo è evidente, si è sempre molto divertito in queste tante esperienze collezionate nell’arco di una vita. Già il solo ricorso al dialetto, la sua graduazione in diversi registri espressivi a seconda del testo e del pubblico, immagino sia stato un esercizio, non solo letterario, che gli abbia dato più di una soddisfazione.

Insomma, una lettura imprescindibile per i tanti appassionati dello scrittore di Porto Empedocle. Un mero assaggio, in verità, perché ben più numerosi sono i suoi interventi: ma, tanto per cominciare, va bene così.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...